[1/4] Arte & Migranti: uomini, idee e opere tra Sicilia e Francia


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Art & Migrants: des hommes, des idées et des oeuvres entre Sicile et France

Arte & Migranti: uomini, idee e opere tra Sicilia e Francia

 

 


 

La storia di un’opera d’arte è determinata da più componenti: l’invenzione, la produzione, la fruizione e la circolazione, ovvero l’importazione e l’imitazione in loco, ed infine i contesti socio culturali nei quali via via si sviluppa il suo itinerario di produzione.


Sono poi da considerare altri fattori, quali la mobilità dell’artista alla ricerca di un mercato a lui favorevole, dove la concorrenza fosse meno forte e le sue qualità più apprezzate.
Questo avviene in particolare nei momenti di passaggio tra uno stile e un altro, quando in un territorio l’arte è già divenuta maniera, mentre altrove è accolta come una novità à la mode.


Gli artisti più versatili – o quelli più modesti in egual misura, ovvero quelli spinti di volta in volta da epidemie, calamità, persecuzioni, condanne – percepiscono l’urgenza di partire, e portano con sé modelli, idee, esperienze, capacità tecniche e strumenti del mestiere, opere d’arte figurativa e decorativa già realizzate che, una volta giunti a destinazione, costituiranno un nuovo mercato e provvederanno, al contempo, al sostentamento del singolo ed alla creazione di una sorta di koiné artistica.


D’altra parte, in passato come oggi, ci si spostava dalla propria residenza (rapporti reciproci tra campagna e città, sud e nord, tra Italia e altre nazioni del vecchio Continente, tra Europa, Asia e Americhe) anche per andare ad imparare il mestiere dell’artigiano-artista presso singoli, botteghe, corporazioni specializzate, talora con l’intento di ritornare in un secondo momento, ormai capaci ed esperti, ed intraprendere un’attività nella città, paese o borgo d’origine.


Potrebbero farsi innumerevoli esempi per ciascuno dei casi sopra enunciati: dagli incisori francesi attivi alle corti pontificia e cardinalizie romane, al Caravaggio esule, ad Antonello da Messina a Napoli e nelle Fiandre, ai marmorari dalmati e ticinesi – Laurana e Gagini in testa – che lavorano in Italia meridionale e in Sicilia, a noti ed ignoti pittori, intagliatori, tessitori, ricamatori, conciatori, orafi-argentieri migranti a causa della loro attività.


Il progetto mira ad indagare il mondo e il modo in cui i flussi migratori sono stati influenzati ed hanno influenzato, contaminato, arricchito la pratica artistica nel rapporto tra la Sicilia ed i paesi d’Europa, con particolare riferimento alla Francia.


L’itinerario si sviluppa in una fase di ricerca ed una seminariale di dibattito e di diffusione dei risultati che avverrà attraverso una serie di seminari ed una tavola rotonda che si terrà a Strasburgo, presso l’Istituto Italiano di Cultura ed in collegamento con il Consolato d’Italia di Mulhouse (Alsazia).


Sia la ricerca che gli incontro seminariali si avvarranno dell’opera dei seguenti studiosi, scelti ciascuno sulla base delle riconosciute competenze e della bibliografia prodotta sugli argomenti in oggetto:

Dott.ssa Geneviève Bresc-Bautier, Direttrice del Dipartimento di Scultura del Museo del Louvre, studiosa di storia dell’arte siciliana, soprattutto con riferimento all’arte figurativa;
Dott. Vincenzo Abbate, già Direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo, esperto di storia del collezionismo e di storia dell’arte comparata in ambito europeo;
Prof.ssa Maria Concetta Di Natale, professore ordinario di Museologia e Storia del Collezionismo presso l’Università di Palermo, massima esperta di storia delle arti decorative siciliane.


Coordinatore scientifico della ricerca sarà il Dott. Giovanni Travagliato, vice-direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Palermo, docente di materie storico-artistiche presso il corso di laurea in Conservazione e Restauro dei BB.CC. dell’Università di Palermo.

 

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